Sulla poesia di Marta Markoska

Attingendo con rara intelligenza dalla scienza e dalla geometria, Marta Markoska è capace di mutuare termini apparentemente distanti dalla poesia in versi che, giocando su un calibrato controllo formale, bruciano di domande, dubbi, intuizioni. L'uomo come cosmo e il cosmo come legge in divenire, sembrano soggiacere ad una stessa logica in cui l'amore è anche caos e la caduta di un corpo fisico è anche il tremolìo di un'anima. Il grande è come il piccolo e l'alto è come il basso, visione quasi alchemica che cerca la misura e il senso delle nostre più nascoste emozioni sapendole legate al tutto. La poesia di Marta Markoska parla di noi e del misterioso avvicendarsi di leggi che da sempre governano le cose. Ma, poetessa consapevole, sa che alla fine di ogni regola: Il nostro trionfo è inevitabile/a causa della scoperta che/lo squilibrio è uno stato naturale/ e l’ordine è un effetto collaterale al caos. Entropia e storia personale, dunque, coincidono come due rette parallele che si toccano soltanto nell'infinito che è in noi.

commento critico di Wolfango Testoni

Person mid-jump- as if there was no gravity