Sulla poesia di Cinzia Demi

Cinzia Demi, nata a Piombino, Livorno, lavora e vive a Bologna, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Italianistica. È operatrice culturale, poeta, scrittrice e saggista. Dirige le Collane di Poesia per Pendragon, Minerva, Il Foglio. Cura per il sito italo-francese Altritaliani la rubrica “Missione poesia”. Per l’Università di Bologna collabora con il Centro di Poesia Contemporanea. E’ presidente dell’Associazione Culturale “Estroversi”. Numerose le sue opere poetiche, spesso portate anche in forma drammatica su numerosi palcoscenici italiani. Fra queste le più recenti sono: Ero Maddalena e Maria e Gabriele, l’accoglienza delle madri.

Quella di Cinzia Demi è una poesia fortemente scenica che non teme di usare la parola per definire luoghi, tempi e rapporti fra gli esseri umani, partendo da una capacità estrema di sovrapposizione tra autore, lettore e personaggio in un gioco di confronto e rispecchiamento continuo che non può che tradursi in un fortissimo coinvolgimento.
Allo stesso tempo l’abilità e perfino l’opportunità che la poesia pretenda di raccontare viene continuamente messa in discussione, per essere superata grazie ad un linguaggio controllatissimo, che utilizza tutti gli strumenti metrici e retorici della tradizione, pur risultando assolutamente attuale. Una poesia nella quale l’elemento femminile assume la forza di una perseveranza nutrita di valori incancellabili. In essa il mito si fa incanto proprio perché alimentato da una umanità vitale che scorre in una dicibilità aperta verso l’universalismo, senza per questo rinunciare al proprio della lingua poetica. Per Cinzia Demi il veicolo privilegiato, e forse l’unico ancora valido, per spiegare un improbabile che sfida continuamente i confini dell’impossibile: quello di una “favola” che assurge al rango di verità riconquistando ogni giorno il cuore degli uomini.

commento critico di Andrea Tavernati

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